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Cardiologia — prestazioni

Holter pressorio: il monitoraggio della pressione arteriosa nelle 24 ore

L’Holter pressorio è la registrazione automatica della pressione arteriosa nell’arco delle 24 ore, durante le normali attività e durante il sonno. Un bracciale collegato a un piccolo registratore esegue le misurazioni a intervalli programmati. Il tracciato che ne deriva descrive l’andamento della pressione lungo la giornata, informazione che la singola misurazione in ambulatorio non fornisce. L’applicazione, la lettura del tracciato e il referto sono a cura del dott. Daniele Santucci, Cardiologo con Master in Cardiologia Clinica.

Il ricevimento cardiologico si svolge il martedì e il mercoledì, dalle 15 alle 20; giorno e orario si concordano nel corso del contatto.

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Contenuto del video

Il dott. Daniele Santucci nello studio di Via Pietro Bonfante 52. Le didascalie richiamano i punti principali del monitoraggio pressorio delle 24 ore: l’applicazione del bracciale, la registrazione durante il giorno e durante il sonno e il rilascio del referto al termine.

Il dott. Daniele Santucci in camice bianco, con lo stetoscopio al collo
Dott. Daniele Santucci, Cardiologo e Specialista in Medicina Interna. L’applicazione dell’Holter pressorio e la lettura del tracciato si svolgono nello studio di Via Pietro Bonfante 52, Roma — zona Don Bosco, Cinecittà e Tuscolana.

Che cos’è l’Holter pressorio?

La pressione arteriosa non è un valore fisso: varia da un minuto all’altro in rapporto alla posizione del corpo, all’attività svolta, alle emozioni, al riposo e al sonno. La misurazione eseguita in ambulatorio documenta un istante soltanto, e quell’istante coincide con una condizione particolare: il paziente seduto davanti al medico.

Il monitoraggio delle 24 ore, indicato anche con la sigla ABPM, sostituisce il dato isolato con una serie ordinata di misurazioni raccolte mentre la persona conduce la propria giornata abituale. L’esame è non invasivo e non doloroso, non comporta prelievi né somministrazione di farmaci, e non è prevista alcuna preparazione particolare.

Quando viene prescritto il monitoraggio delle 24 ore?

L’indicazione viene posta dal medico al termine della visita cardiologica. Le situazioni più frequenti sono:

  • l’ipertensione da camice bianco, in cui i valori risultano elevati in ambulatorio e normali fuori dallo studio. Il monitoraggio documenta la differenza ed evita che un trattamento venga impostato su un dato non rappresentativo;
  • l’ipertensione mascherata, la condizione opposta: valori normali durante la visita e valori elevati nella vita quotidiana o nelle ore notturne;
  • la verifica della terapia già in corso, per documentare la copertura nell’arco delle ventiquattro ore e riconoscere gli intervalli in cui il controllo si riduce;
  • i valori instabili, molto diversi fra una rilevazione e l’altra, che non consentono di stabilire un livello abituale;
  • la conferma di una ipertensione arteriosa di primo riscontro, prima di avviare un trattamento cronico;
  • la valutazione dei disturbi riferiti al calo pressorio, come l’instabilità nel passaggio alla posizione eretta.

Il monitoraggio pressorio è un esame distinto dall’Holter ECG delle 24 ore, che registra invece il ritmo cardiaco. I due esami rispondono a domande diverse e, quando indicato, vengono programmati entrambi.

Come si applica il bracciale?

L’applicazione si esegue in studio e richiede pochi minuti. Il bracciale viene posizionato sul braccio non dominante, dopo la misurazione di confronto su entrambe le braccia; un tubicino lo collega al registratore, che viene fissato alla cintura o portato a tracolla. La misura del bracciale viene scelta in base alla circonferenza del braccio, perché un bracciale inadeguato altera i valori.

Durante la registrazione si osservano poche indicazioni:

  • mantenere il braccio fermo e disteso lungo il fianco quando il bracciale inizia a gonfiarsi, interrompendo per qualche secondo l’attività in corso;
  • proseguire le normali attività, comprese quelle lavorative, poiché l’esame ha lo scopo di registrare una giornata abituale;
  • evitare la doccia e il bagno, perché l’apparecchio non deve bagnarsi;
  • dormire nella posizione consueta, lasciando il registratore accanto al cuscino;
  • non rimuovere il bracciale e non spegnere l’apparecchio prima del termine.

Il giorno successivo l’apparecchio viene riconsegnato allo studio di Via Pietro Bonfante 52, i dati vengono scaricati e il tracciato viene analizzato.

Con quale frequenza vengono eseguite le misurazioni?

L’apparecchio viene programmato con due cadenze distinte. Nelle ore diurne le misurazioni si ripetono in genere ogni quindici o venti minuti; nelle ore notturne l’intervallo si allarga a trenta minuti, per limitare le interruzioni del sonno. Ne derivano circa settanta rilevazioni complessive.

La distinzione fra periodo diurno e periodo notturno non è convenzionale: viene stabilita sugli orari reali di riposo riferiti dal paziente, ed è questa la ragione per cui il diario delle attività fa parte integrante dell’esame. Alcune misurazioni possono risultare non valide, per movimento del braccio o per scorrimento del bracciale: il programma di analisi le segnala e le esclude dal calcolo. La registrazione resta interpretabile quando la quota di misurazioni valide è sufficiente; in caso contrario l’esame viene ripetuto.

Che cosa contiene il referto?

Il referto viene rilasciato al termine della lettura e riporta:

  • la media delle 24 ore, sistolica e diastolica, che costituisce il dato di sintesi dell’intera registrazione;
  • la media diurna e la media notturna, calcolate sui periodi ricavati dal diario;
  • il calo notturno, cioè la riduzione percentuale della media notturna rispetto a quella diurna;
  • i valori massimi e minimi registrati e l’ora in cui si sono verificati;
  • la frequenza cardiaca rilevata a ogni misurazione;
  • i grafici dell’andamento pressorio nelle ventiquattro ore, confrontati con gli orari annotati nel diario.

Alla parte numerica si affianca il commento del medico, che mette in relazione i dati con la storia clinica, con la terapia in corso e con gli altri accertamenti già eseguiti, come l’ecocardiogramma color doppler. Il referto viene poi ripreso nel controllo successivo, che verifica l’effetto delle misure adottate.

A che cosa serve il diario delle attività?

Insieme all’apparecchio viene consegnata una scheda su cui annotare gli orari della giornata. Senza queste annotazioni i numeri restano privi di contesto: un valore elevato registrato durante una salita a piedi ha un significato diverso dallo stesso valore registrato in posizione seduta.

Sulla scheda vengono riportati l’ora in cui ci si corica e quella del risveglio, i pasti, l’attività fisica, gli spostamenti, l’orario di assunzione dei farmaci e l’eventuale comparsa di disturbi, con l’ora precisa. Anche i risvegli notturni vengono annotati, perché incidono sui valori del periodo di riposo.

Le informazioni essenziali sono riportate sopra; la parte seguente costituisce un approfondimento clinico.

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Approfondimento

La pressione durante il sonno: perché la misurazione notturna ha un significato particolare

Fra tutti i dati che l’Holter pressorio produce, quelli raccolti durante il sonno sono i soli che nessun altro metodo può fornire. Né la misurazione in ambulatorio né l’automisurazione domiciliare raggiungono le ore di riposo, ed è questa la ragione principale per cui il monitoraggio delle ventiquattro ore viene richiesto.

Il calo fisiologico durante il riposo

Nella maggior parte delle persone la pressione arteriosa si riduce durante il sonno. Il sistema nervoso diminuisce il tono simpatico, la frequenza cardiaca rallenta e i vasi periferici si rilassano: la media notturna risulta così inferiore a quella diurna, secondo una riduzione che viene espressa in percentuale e definita calo notturno. Una riduzione compresa fra il dieci e il venti per cento viene considerata il comportamento abituale.

Che cosa significa non ridurre la pressione durante il sonno

Quando la riduzione risulta inferiore al dieci per cento, o quando la media notturna supera quella diurna, il profilo viene descritto come ridotto o come invertito. Il dato non costituisce di per sé una diagnosi: descrive il modo in cui la pressione si comporta nelle ore di riposo. La letteratura cardiologica documenta che questo comportamento si associa a un carico pressorio complessivo maggiore, perché il sistema cardiovascolare resta sollecitato anche nelle ore in cui il suo lavoro dovrebbe ridursi.

Le condizioni che concorrono al profilo notturno

  • la qualità del sonno: risvegli frequenti, ambiente rumoroso e la stessa presenza del bracciale possono ridurre il calo osservato;
  • i disturbi respiratori nel sonno, che interrompono il riposo e mantengono attivo il sistema nervoso simpatico;
  • l’orario di assunzione dei farmaci antipertensivi, che determina la copertura nelle ore finali dell’intervallo;
  • la funzione renale e l’apporto di sale nella giornata precedente;
  • il lavoro su turni, che sposta il periodo di riposo e impone di leggere il tracciato sugli orari reali e non su quelli convenzionali.

Come il dato entra nella decisione clinica

Il profilo notturno non viene letto isolatamente. Il medico lo considera insieme alla media delle ventiquattro ore, ai valori diurni, alla terapia in corso e agli accertamenti che documentano lo stato del cuore e dei vasi. Da questo insieme derivano le scelte: mantenere la terapia, modificarne i dosaggi o l’orario di assunzione, approfondire la qualità del riposo, programmare una nuova registrazione a distanza. Un singolo esame descrive un giorno soltanto: la ripetizione programmata, decisa dal medico, è ciò che trasforma un dato isolato in un andamento.

Contenuto redatto dal Dott. Daniele Santucci, Specialista in Medicina Interna e Cardiologo, Master in Cardiologia Clinica. Le informazioni hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la valutazione medica diretta né la prescrizione terapeutica.

Principali fonti istituzionali

L’elenco raccoglie le principali istituzioni e società scientifiche di riferimento: non sono necessariamente tutte incluse.

L’appuntamento si fissa con un messaggio su WhatsApp, negli orari di studio.

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Domande frequenti sull’Holter pressorio

L’Holter pressorio è doloroso?

No. Il bracciale si gonfia come quello impiegato per la misurazione in ambulatorio e la compressione dura pochi secondi. Nelle prime ore la sensazione può risultare inconsueta, poi diventa familiare. L’esame non è invasivo e non comporta prelievi.

Quante misurazioni esegue l’apparecchio?

In genere una ogni quindici o venti minuti durante il giorno e una ogni trenta minuti durante la notte, per un totale di circa settanta rilevazioni. La programmazione viene stabilita dal medico al momento dell’applicazione.

Si può lavorare durante la registrazione?

Sì, ed è anzi quanto viene richiesto: l’esame ha valore perché registra una giornata abituale. È sufficiente tenere il braccio fermo e disteso nei secondi in cui il bracciale si gonfia.

Ci si può lavare con l’apparecchio applicato?

La doccia e il bagno vanno rinviati al termine della registrazione, perché il registratore e il bracciale non devono bagnarsi. L’igiene personale si esegue senza rimuovere l’apparecchio.

Le misurazioni notturne disturbano il sonno?

L’intervallo notturno viene allungato proprio per limitare le interruzioni. Alcuni risvegli possono comunque verificarsi: vanno annotati sul diario, perché il medico ne tiene conto nella lettura dei valori notturni.

Che differenza c’è fra Holter pressorio e Holter ECG?

L’Holter pressorio registra la pressione arteriosa; l’Holter ECG registra il ritmo cardiaco. Sono esami distinti, con apparecchi diversi, che rispondono a domande diverse. Quando entrambi sono indicati vengono programmati separatamente.

Bisogna sospendere i farmaci prima dell’esame?

No, salvo diversa indicazione del medico. La terapia in corso va assunta agli orari abituali, che vengono annotati sul diario: uno degli scopi frequenti dell’esame è verificare la copertura offerta dal trattamento.

Perché il diario delle attività è necessario?

Perché i valori si interpretano in rapporto a ciò che la persona stava facendo. Gli orari di riposo, in particolare, servono a definire i periodi diurno e notturno sui quali vengono calcolate le medie.

Che cosa indica il calo notturno della pressione?

Indica la riduzione percentuale della media notturna rispetto a quella diurna. Nella maggior parte delle persone la pressione si riduce durante il sonno; il referto riporta in quale misura ciò sia avvenuto nel periodo registrato.

Ogni quanto tempo si ripete l’esame?

La cadenza viene stabilita dal medico e dipende dai valori riscontrati, dalla terapia in corso e dai controlli previsti. Una registrazione descrive un giorno soltanto: la ripetizione programmata serve a documentare l’andamento nel tempo.

Il dott. Daniele Santucci, Medico Chirurgo e Cardiologo, nello studio di Roma

Dott. Daniele Santucci — Medico Chirurgo, Specialista in Medicina Interna, Cardiologo. Master in Cardiologia Clinica (2019). Abilitato in via permanente all’esercizio della professione medica in Svizzera (MEBEKO). Nel 2022 ha svolto attività di Capoclinica al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civico di Lugano. Ha maturato un’esperienza ventennale ospedaliera in area critica, con attività presso l’UTIC (Unità di Terapia Intensiva Coronarica) e nella gestione delle urgenze cardiologiche. Iscrizione OMCeO Roma n. 54329.

Holter pressorio delle 24 ore a Roma

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Questo sito ha carattere puramente informativo, non è esaustivo e non sostituisce la valutazione medica. Per qualsiasi necessità contattare il proprio curante.

Scritto e revisionato dal dott. Daniele Santucci — Medico Chirurgo, Specialista in Medicina Interna, Cardiologo. Iscrizione OMCeO Roma n. 54329.Aggiornato il 20 agosto 2026

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