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Ozonoterapia — sicurezza

Ozonoterapia: controindicazioni e criteri di scelta clinica

Una controindicazione è una condizione in presenza della quale un trattamento non viene proposto, oppure viene proposto soltanto dopo una valutazione specifica. Nell’ossigeno-ozono terapia tali condizioni sono definite dai protocolli di riferimento e vengono verificate in visita, prima di qualsiasi indicazione al ciclo.

Ogni ciclo è preceduto dall’inquadramento internistico e segue i protocolli della Nuova FIO. Le sedute di ozonoterapia si svolgono il lunedì e il giovedì, dalle 15 alle 20; la prenotazione avviene con un messaggio.

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Contenuto del video

Il dott. Daniele Santucci nello studio di Via Pietro Bonfante 52. Le didascalie richiamano i punti principali della valutazione che precede il trattamento: le condizioni che non lo consentono, l’inquadramento internistico e l’anamnesi dei farmaci assunti.

Il dott. Daniele Santucci in camice bianco, con lo stetoscopio al collo
Dott. Daniele Santucci, Medico Chirurgo e Specialista in Medicina Interna. La valutazione che precede l’ossigeno-ozono terapia si svolge nello studio di Via Pietro Bonfante 52, Roma — zona Don Bosco / Cinecittà / Tuscolana.

Che cosa si intende per controindicazione?

Il termine indica un criterio di scelta clinica, non una misura del pericolo. Le controindicazioni si distinguono in due gruppi:

  • le condizioni per le quali il trattamento non viene eseguito, perché i protocolli di riferimento lo escludono o perché mancano dati sufficienti a documentarne la sicurezza in quella situazione;
  • le condizioni che richiedono una valutazione specifica, nelle quali la scelta viene formulata caso per caso, quando opportuno in accordo con il medico curante o con il centro che ha prescritto una terapia in corso.

Il fine di questa distinzione è la selezione del candidato. In una metodica il cui profilo di sicurezza dipende in misura rilevante da chi viene trattato, la verifica preliminare è parte integrante della metodica stessa e precede sempre la proposta di un ciclo di sedute.

Quali sono le controindicazioni riconosciute?

I protocolli della Nuova FIO, che il dott. Santucci segue, e le indicazioni delle società scientifiche di riferimento individuano le condizioni seguenti:

  • il favismo, cioè il deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi, anche nella forma parziale o soltanto sospetta in base alla familiarità;
  • la gravidanza, in atto o presunta, per la quale l’indicazione è il rinvio;
  • l’ipertiroidismo non controllato e le altre condizioni endocrine in fase di instabilità, per le quali si attende il compenso della patologia di base;
  • i disturbi della coagulazione e la terapia anticoagulante o antiaggregante, che rientrano fra le situazioni da valutare caso per caso;
  • le infezioni in atto nella sede di iniezione o i quadri infettivi generali, per i quali l’avvio del ciclo viene posticipato alla risoluzione documentata;
  • le patologie croniche in fase di instabilità, di natura cardiaca, respiratoria, renale o epatica, e i quadri caratterizzati da politerapia.

A queste si aggiunge una considerazione di appropriatezza: quando il quadro clinico orienta verso una valutazione di tipo neurochirurgico, l’elemento determinante non riguarda la tolleranza al trattamento ma l’indicazione, e l’indirizzo viene formulato in sede di visita.

Perché l’inquadramento internistico precede il trattamento?

La valutazione che precede l’ossigeno-ozono terapia non si esaurisce nella lettura del referto di risonanza magnetica. La Medicina Interna è la disciplina che si occupa dell’inquadramento complessivo della persona adulta con più patologie e terapie croniche, ed è questa l’impostazione con cui viene condotta la visita.

L’inquadramento comprende la ricognizione delle patologie concomitanti, quali ipertensione arteriosa, diabete, disturbi tiroidei e dismetabolismi, l’esame degli accertamenti di laboratorio disponibili e la valutazione della tolleranza prevedibile al trattamento. Consente inoltre di riconoscere i quadri di dolore vertebrale che richiedono un percorso diagnostico differente da quello della patologia discale.

Quali farmaci vanno segnalati?

Alla visita viene richiesto l’elenco completo dei farmaci assunti, con i relativi dosaggi. Meritano una segnalazione esplicita:

  • gli anticoagulanti orali e le eparine a basso peso molecolare;
  • gli antiaggreganti, compresi quelli assunti da lungo tempo a basso dosaggio;
  • i corticosteroidi e gli antinfiammatori assunti con continuità;
  • i farmaci per la tiroide e le terapie endocrine in corso;
  • gli antidiabetici e l’insulina;
  • gli integratori e i prodotti di origine vegetale, che possono interferire con la coagulazione;
  • le allergie note a farmaci o a disinfettanti.

La sospensione autonoma di una terapia in corso non è mai indicata: qualunque modifica compete al medico che l’ha prescritta. Portare le confezioni o una lista aggiornata rende la ricognizione più accurata.

Che cosa si valuta durante la visita?

La visita che precede il trattamento si svolge nello studio di Via Pietro Bonfante 52, a Roma, in zona Don Bosco, Cinecittà e Tuscolana, e comprende:

  • la ricostruzione della storia del disturbo e delle terapie già effettuate, con i risultati ottenuti;
  • l’anamnesi delle patologie in atto e pregresse, con attenzione specifica alle condizioni elencate in questa pagina;
  • l’anamnesi farmacologica completa;
  • l’esame clinico della colonna e degli arti inferiori;
  • la lettura degli accertamenti disponibili, confrontata con i reperti clinici, secondo la distinzione fra protrusione ed ernia e il livello interessato;
  • la conclusione, che può consistere nella proposta di un ciclo, nel rinvio in attesa di ulteriori elementi o nell’indicazione di un percorso differente.

Quando la valutazione conclude che il trattamento non è indicato, la circostanza viene comunicata in modo esplicito e viene indicato, ove possibile, il percorso più appropriato, anche quando comporta il ricorso ad altra sede.

Quali effetti indesiderati sono descritti?

Gli effetti riferiti con maggiore frequenza nelle infiltrazioni paravertebrali hanno carattere locale e transitorio:

  • dolenzia nella sede delle iniezioni, di durata compresa fra alcune ore e un paio di giorni;
  • senso di pressione o di gonfiore durante la distribuzione della miscela nei tessuti, che si esaurisce in pochi minuti;
  • piccoli ematomi o arrossamento in corrispondenza del punto di puntura;
  • sensazione di stanchezza nelle ore successive alla seduta, riferita meno frequentemente.

La tecnica paravertebrale impiegata per la colonna prevede che la miscela venga infiltrata nei tessuti molli ai lati della colonna e non all’interno del disco. Resta un atto medico, che presuppone materiale sterile monouso, apparecchiature dedicate con erogazione a concentrazioni controllate e un operatore formato secondo protocolli riconosciuti. Il quadro complessivo del trattamento è descritto nella pagina di ozonoterapia a Roma.

Gli elementi necessari alla decisione sono esposti sopra. Le sezioni successive costituiscono approfondimento clinico.

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Approfondimento

Il favismo e l’anamnesi farmacologica: due verifiche che precedono la prima seduta

Fra le condizioni elencate dai protocolli, due meritano una spiegazione distesa: la prima perché il motivo per cui esclude il trattamento non è intuitivo, la seconda perché riguarda quasi tutti i pazienti adulti e viene talvolta considerata una formalità.

Che cosa è il favismo

Il favismo è una condizione ereditaria caratterizzata dal deficit di un enzima, la glucosio-6-fosfato deidrogenasi. Prende il nome comune dalla reazione che può seguire l’ingestione di fave, ma il deficit non riguarda soltanto quell’alimento: interessa il modo in cui i globuli rossi affrontano lo stress di tipo ossidativo. In Italia è più diffusa in alcune aree ed è nota alla maggior parte delle persone interessate, spesso in seguito a una diagnosi familiare.

Perché costituisce una controindicazione

L’enzima carente partecipa a una via metabolica che produce le molecole con cui il globulo rosso neutralizza le sostanze ossidanti. In sua assenza la membrana e l’emoglobina risultano meno protette. L’ozono agisce attraverso meccanismi di tipo ossidativo: è il fondamento stesso della metodica. Le due circostanze non sono compatibili, e per questa ragione il trattamento non viene eseguito in presenza del deficit, anche nella forma parziale. La verifica rientra fra le prime domande della visita e comprende la familiarità nota.

Perché l’anamnesi farmacologica precede sempre la prima seduta

L’infiltrazione paravertebrale attraversa i tessuti molli con un ago sottile. Nelle persone che assumono anticoagulanti o antiaggreganti, o che presentano un disturbo della coagulazione, aumenta la possibilità che nel punto di puntura si formi un ematoma. La valutazione considera la molecola impiegata, il motivo per cui è stata prescritta e i parametri emocoagulativi disponibili. La conclusione può essere la proposta del ciclo, il rinvio o l’indicazione di un percorso differente, ed è assunta insieme al medico prescrittore quando la situazione lo richiede.

Le informazioni da portare in visita

La verifica risulta più accurata quando il paziente porta con sé:

  • l’elenco aggiornato dei farmaci con i dosaggi, integratori compresi;
  • gli esami di laboratorio disponibili, in particolare emocromo e parametri della coagulazione;
  • la documentazione delle patologie in atto e delle terapie già effettuate;
  • l’indicazione di favismo o di deficit enzimatico noto in famiglia, e delle allergie a farmaci o disinfettanti.

Nessuno di questi elementi ha la funzione di graduare un rischio: servono a stabilire se il trattamento sia indicato per quella persona, in quel momento, e a definire eventualmente un percorso alternativo. La stessa verifica viene ripetuta prima di ogni nuovo ciclo, perché le terapie in corso e le condizioni generali cambiano nel tempo.

Contenuto redatto dal Dott. Daniele Santucci, Specialista in Medicina Interna e Cardiologo, Master in Cardiologia Clinica. Le informazioni hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la valutazione medica diretta né la prescrizione terapeutica.

La valutazione internistica è compresa nella prima visita. Il trattamento è ambulatoriale e non comporta degenza né sospensione delle normali attività.

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Domande frequenti su controindicazioni e cautele

In quali casi l’ossigeno-ozono terapia non viene eseguita?

Il trattamento non viene eseguito in presenza di favismo, in gravidanza in atto o presunta e in presenza di infezioni nella sede di iniezione. Richiedono invece una valutazione specifica l’ipertiroidismo non controllato, i disturbi della coagulazione, la terapia anticoagulante e le patologie croniche in fase di instabilità.

Perché il favismo esclude il trattamento?

Nel favismo è carente la glucosio-6-fosfato deidrogenasi, l’enzima che protegge i globuli rossi dallo stress di tipo ossidativo. L’ozono agisce attraverso meccanismi ossidativi, e le due condizioni non sono compatibili.

Vale anche per il deficit parziale dell’enzima?

Sì. La verifica comprende anche le forme parziali e i casi in cui il deficit è noto in famiglia ma non è stato accertato nel singolo. In queste situazioni l’indicazione è prudenziale.

Il trattamento si esegue in gravidanza?

No. In assenza di dati sufficienti a documentarne la sicurezza per la gestante e per il feto, l’indicazione è il rinvio. La stessa scelta viene adottata quando la gravidanza è soltanto presunta.

Si può eseguire durante una terapia anticoagulante?

La situazione rientra fra quelle da valutare caso per caso. La valutazione considera la molecola impiegata, il motivo della prescrizione e i parametri della coagulazione disponibili, quando opportuno in accordo con il medico prescrittore.

Occorre sospendere l’anticoagulante prima della seduta?

La sospensione autonoma di una terapia anticoagulante o antiaggregante non è mai indicata. Qualunque modifica compete al medico che l’ha prescritta e viene concordata con lui.

Un disturbo della tiroide impedisce il trattamento?

L’ipertiroidismo non controllato rientra fra le condizioni che richiedono il compenso della patologia di base prima dell’avvio del ciclo. Le altre condizioni tiroidee vengono valutate in visita insieme alla terapia in corso.

Il diabete rappresenta una controindicazione?

Il diabete in buon compenso non esclude il trattamento. Un compenso instabile rientra invece fra le condizioni che richiedono una valutazione specifica, poiché incide sui tempi di risposta e sul rischio infettivo locale.

Sono necessari esami del sangue prima della prima seduta?

Non è previsto un elenco fisso di accertamenti. Gli esami disponibili vengono esaminati in visita e, quando il quadro clinico o le terapie in corso lo motivano, ne vengono richiesti di ulteriori prima dell’avvio del ciclo.

Che cosa accade se emerge una controindicazione?

La circostanza viene comunicata in modo esplicito e il ciclo non viene proposto. Quando la condizione è transitoria il trattamento viene rinviato; negli altri casi viene indicato, ove possibile, il percorso più appropriato.

Il dott. Daniele Santucci, Medico Chirurgo, nello studio di Roma

Dott. Daniele Santucci — Medico Chirurgo, Specialista in Medicina Interna, Cardiologo. Ha frequentato nel 2018 il Corso di Ossigeno-Ozono Terapia con il dott. Andrea Reggiani ed è stato socio della Nuova FIO dal 2018 al 2020, di cui segue i protocolli. L’inquadramento internistico dello stato di salute generale e della terapia in corso precede sempre il trattamento. Ha maturato un’esperienza ventennale ospedaliera in area critica e medicina d’urgenza. Iscrizione OMCeO Roma n. 54329.

Verifica dell’idoneità al trattamento a Roma

La valutazione comprende l’esame delle patologie concomitanti, la ricognizione completa delle terapie in corso e la verifica delle controindicazioni, prima di qualsiasi indicazione al ciclo. Le chiamate ricevono risposta diretta dal medico; in caso di linea occupata è previsto un richiamo.

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Questo sito ha carattere puramente informativo, non è esaustivo e non sostituisce la valutazione medica. Per qualsiasi necessità contattare il proprio curante.

Scritto e revisionato dal dott. Daniele Santucci — Medico Chirurgo, Specialista in Medicina Interna, Cardiologo. Iscrizione OMCeO Roma n. 54329.Aggiornato il 20 agosto 2026

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