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Cardiologia — patologie

Ipertensione arteriosa: sintomi, valori e come si tratta

L’ipertensione arteriosa è una condizione in cui la pressione del sangue nelle arterie si mantiene stabilmente elevata. Si parla di ipertensione quando i valori risultano pari o superiori a 140/90 mmHg in misurazioni ripetute. Nella maggior parte dei casi non produce sintomi, e per questo viene individuata attraverso la misurazione periodica o la visita cardiologica. La valutazione è condotta dal dott. Daniele Santucci, Cardiologo con Master in Cardiologia Clinica, il martedì e il mercoledì dalle 15 alle 20.

Contenuto del video

Il dott. Daniele Santucci nello studio di Via Pietro Bonfante 52. Le didascalie richiamano i punti principali della valutazione dell’ipertensione arteriosa: l’assenza di sintomi nella maggior parte dei casi, gli esami che compongono l’inquadramento e il rilascio del referto al termine della seduta.

Il dott. Daniele Santucci in camice bianco, con lo stetoscopio al collo
Dott. Daniele Santucci, Cardiologo e Specialista in Medicina Interna. La valutazione dell’ipertensione arteriosa si svolge nello studio di Via Pietro Bonfante 52, Roma — zona Don Bosco, Cinecittà e Tuscolana.

Quali sono i valori normali della pressione arteriosa?

La pressione si esprime con due numeri: il primo indica la pressione sistolica, il secondo la diastolica. I riferimenti generalmente adottati sono:

  • Ottimale — inferiore a 120/80 mmHg;
  • Normale — tra 120/80 e 129/84 mmHg;
  • Normale-alta — tra 130/85 e 139/89 mmHg;
  • Ipertensione — pari o superiore a 140/90 mmHg.

Una singola misurazione elevata non è sufficiente per porre diagnosi. La valutazione considera più rilevazioni, effettuate in giorni diversi e in condizioni di riposo.

Perché l’ipertensione quasi sempre non dà sintomi?

L’aumento della pressione avviene in modo graduale e l’organismo si adatta senza produrre segnali riconoscibili. Per questa ragione la condizione può restare non diagnosticata per anni, mentre continua a esercitare il proprio effetto su cuore, arterie, reni e occhi.

Alcuni disturbi possono comparire quando i valori sono marcatamente elevati:

  • mal di testa, in particolare al risveglio e in sede occipitale;
  • capogiri o sensazione di instabilità;
  • ronzii auricolari;
  • epistassi, cioè perdita di sangue dal naso;
  • affanno da sforzo;
  • disturbi transitori della vista.

La comparsa di questi sintomi non è indispensabile per la diagnosi e la loro assenza non esclude la condizione.

Quali danni produce se non viene trattata?

La pressione elevata costituisce un carico continuo per il sistema cardiovascolare. Nel tempo può determinare l’ispessimento del ventricolo sinistro, l’irrigidimento delle arterie, la riduzione della funzione renale e alterazioni del circolo retinico. L’ipertensione rappresenta inoltre uno dei principali fattori di rischio per ictus cerebrale, infarto del miocardio e scompenso cardiaco.

Il trattamento non ha quindi come obiettivo la sola riduzione del valore numerico, ma la prevenzione di queste conseguenze.

Come si valuta l’ipertensione in studio?

La valutazione si svolge come check-up cardiologico completo: visita, elettrocardiogramma ed ecocardiogramma color doppler nella stessa seduta. L’obiettivo è duplice: confermare la diagnosi e stabilire se la pressione ha già prodotto effetti sul cuore.

  • la visita ricostruisce la storia clinica, i fattori di rischio e la terapia in corso;
  • l’elettrocardiogramma documenta il ritmo e può evidenziare segni di sovraccarico ventricolare;
  • l’ecocardiogramma misura lo spessore delle pareti e la funzione di pompa;
  • l’Holter pressorio delle 24 ore registra l’andamento della pressione durante la giornata e il riposo notturno.

L’inquadramento è internistico oltre che cardiologico: funzione renale, quadro metabolico, funzione tiroidea e farmaci assunti concorrono a definire il trattamento.

Come si tratta l’ipertensione arteriosa?

Il trattamento associa due componenti, che non sono alternative.

Interventi sullo stile di vita. Riduzione del sale, controllo del peso corporeo, attività fisica regolare di tipo aerobico, limitazione degli alcolici, sospensione del fumo. Nelle forme lievi possono essere sufficienti a riportare i valori nella norma.

Terapia farmacologica. Le principali classi impiegate comprendono ACE-inibitori, sartani, calcio-antagonisti, diuretici e beta-bloccanti. La scelta e il dosaggio dipendono dal profilo del singolo paziente: età, funzione renale, presenza di diabete, patologie concomitanti e terapie già in atto. La prescrizione è sempre individuale.

Approfondimento

Ipertensione arteriosa: che cosa succede al cuore e perché la terapia non si sospende

L’ipertensione arteriosa non è un disturbo isolato ma una condizione che modifica progressivamente la struttura del sistema cardiovascolare. Il meccanismo chiarisce le ragioni per cui il trattamento è continuativo e per cui il valore misurato non costituisce l’unico parametro rilevante.

Che cosa accade al cuore

Il ventricolo sinistro pompa il sangue contro la resistenza delle arterie. Quando questa resistenza aumenta stabilmente il muscolo cardiaco si ispessisce: è l’ipertrofia ventricolare sinistra, che in un primo tempo consente di mantenere una portata adeguata. Con il tempo il ventricolo ispessito perde però elasticità e fatica a riempirsi durante il rilasciamento: è la disfunzione diastolica, una delle vie attraverso cui si giunge allo scompenso cardiaco.

L’ecocardiogramma consente di misurare direttamente lo spessore delle pareti e di documentare questa evoluzione. Nel paziente iperteso non è quindi un approfondimento facoltativo, ma parte dell’inquadramento.

Che cosa accade alle arterie e agli altri organi

  • Arterie — la parete si irrigidisce e favorisce la formazione di placche aterosclerotiche, che riducono il flusso verso cuore e cervello.
  • Reni — i piccoli vasi renali si danneggiano e la funzione di filtrazione si riduce; il rene, a sua volta, contribuisce alla regolazione della pressione, e ne deriva un circolo che si autoalimenta.
  • Occhi — l’esame del fondo oculare mostra alterazioni dei vasi retinici che riflettono lo stato del circolo generale.
  • Cervello — il rischio di ictus ischemico ed emorragico aumenta in modo proporzionale ai valori pressori.

Perché la terapia non si interrompe quando i valori si normalizzano

È il quesito posto con maggiore frequenza in ambulatorio. La pressione che rientra nella norma durante il trattamento indica che il farmaco sta funzionando, non che la condizione sia risolta. Sospendendo la terapia i valori tornano a salire, spesso in pochi giorni, e le oscillazioni ripetute risultano più dannose di un valore stabilmente elevato.

Ogni modifica del trattamento — riduzione, sostituzione o sospensione — va concordata con il medico e verificata con controlli successivi.

L’ipertensione da camice bianco e quella mascherata

In alcune persone la pressione risulta elevata in ambulatorio e normale a domicilio: è l’ipertensione da camice bianco. Esiste anche la situazione opposta, definita ipertensione mascherata, con valori normali durante la visita ed elevati nella vita quotidiana. Entrambe si distinguono con l’Holter pressorio delle 24 ore, che registra la pressione durante l’attività e il riposo notturno.

La misurazione notturna ha un significato particolare: nel soggetto sano la pressione si riduce durante il sonno. L’assenza di questa riduzione è associata a un rischio cardiovascolare maggiore e può orientare la scelta dell’orario di assunzione della terapia.

Il ruolo dell’inquadramento internistico

Prima di attribuire l’ipertensione a una causa primaria è necessario escludere le forme secondarie, dovute cioè a un’altra condizione: patologie renali, alterazioni della tiroide, apnee notturne, alcune malattie endocrine, farmaci che aumentano la pressione. Sono situazioni in cui il trattamento della causa modifica la gestione. La valutazione internistica consente di riconoscerle.

Contenuto redatto dal Dott. Daniele Santucci, Specialista in Medicina Interna e Cardiologo, Master in Cardiologia Clinica. Le informazioni hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la valutazione medica diretta né la prescrizione terapeutica.

Principali fonti istituzionali

L’elenco raccoglie le principali istituzioni e società scientifiche di riferimento: non sono necessariamente tutte incluse.

Domande frequenti sull’ipertensione arteriosa

Quali sono i valori normali della pressione arteriosa?

Si considera ottimale una pressione inferiore a 120/80 mmHg e normale fino a 129/84 mmHg. Si parla di ipertensione a partire da 140/90 mmHg, rilevati in misurazioni ripetute in giorni diversi.

Che cos’è l’ipertensione da camice bianco?

È la condizione in cui la pressione risulta elevata durante la visita e normale a domicilio, per effetto della situazione ambulatoriale. Si distingue con l’Holter pressorio delle 24 ore, che registra i valori nella vita quotidiana.

La terapia si può sospendere quando la pressione torna normale?

No, salvo diversa indicazione del medico. Il valore normale indica che il farmaco sta agendo, non che la condizione sia risolta: dopo la sospensione i valori risalgono, spesso in pochi giorni. Ogni modifica va concordata e verificata con controlli.

L’ipertensione si può trattare senza farmaci?

Nelle forme lievi e in assenza di danno d’organo gli interventi sullo stile di vita possono essere sufficienti: riduzione del sale, calo ponderale, attività fisica aerobica regolare, limitazione degli alcolici, sospensione del fumo. La decisione spetta al medico dopo l’inquadramento.

Come si misura correttamente la pressione a casa?

Dopo almeno cinque minuti di riposo, da seduti, con la schiena appoggiata, il braccio sostenuto all’altezza del cuore e i piedi a terra. Si eseguono due misurazioni a distanza di un minuto e si annota la media. È opportuno evitare caffè, fumo e attività fisica nella mezz’ora precedente.

Un valore diastolico elevato ha rilievo clinico?

Il valore diastolico elevato ha rilievo clinico e va inquadrato, in particolare nei soggetti giovani, nei quali può precedere l’aumento della sistolica. La valutazione considera entrambi i valori insieme al profilo di rischio complessivo.

Chi ha la pressione alta può fare sport?

L’attività fisica aerobica regolare contribuisce a ridurre la pressione ed è parte del trattamento. L’idoneità va però stabilita dopo una valutazione cardiologica, che definisce anche il tipo e l’intensità dell’esercizio adeguati al singolo caso.

Lo stress da solo causa l’ipertensione?

Lo stress determina rialzi transitori e può contribuire al quadro, ma raramente ne rappresenta la causa unica. L’ipertensione stabile riconosce di norma più fattori: predisposizione familiare, età, peso corporeo, apporto di sale, consumo di alcol, apnee notturne.

Ogni quanto va controllata la pressione?

In assenza di ipertensione, una misurazione annuale è generalmente adeguata dopo i quarant’anni. Nel paziente in terapia la frequenza dei controlli domiciliari e delle visite viene stabilita dal medico in base alla stabilità dei valori.

L’ipertensione è ereditaria?

La predisposizione familiare ha un ruolo riconosciuto: chi ha genitori o fratelli ipertesi presenta una probabilità maggiore di sviluppare la condizione. La familiarità non determina però da sola il quadro, che dipende anche da peso corporeo, apporto di sale, consumo di alcol, attività fisica ed età. In presenza di familiarità il controllo periodico dei valori è opportuno già in età adulta.

Dott. Daniele Santucci — Medico Chirurgo, Specialista in Medicina Interna, Cardiologo. Master in Cardiologia Clinica (2019). Abilitato in via permanente all’esercizio della professione medica in Svizzera (MEBEKO). Nel 2022 ha svolto attività di Capoclinica al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civico di Lugano. Ha maturato un’esperienza ventennale ospedaliera in area critica, con attività presso l’UTIC (Unità di Terapia Intensiva Coronarica) e nella gestione delle urgenze cardiologiche. Iscrizione OMCeO Roma n. 54329.

Inquadramento dell’ipertensione arteriosa a Roma

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Scritto e revisionato dal dott. Daniele Santucci — Medico Chirurgo, Specialista in Medicina Interna, Cardiologo. Iscrizione OMCeO Roma n. 54329.Aggiornato il 20 agosto 2026

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